mercoledì 17 aprile 2013

Mercoledì 17-04-2013 - Cesenatico -> Cervia








Ottima giornata anche per questo tratto. Partenza ore 11, arrivo ore 14. Tutta l'acqua del porto canale era brulicante di pesciolini. Peccato che per raggiungere la spiaggia nord a Cesenatico sia necessario "circumnavigare" tutta la darsena.
Da rilevare i fenomeni erosivi sulla spiaggia nella zona di influenza del molo sul trasporto solido costiero. Il resto nella normalità.
Zadina e Pinarella con la loro pineta danno un primo assaggio delle pinete ravennati più a nord.
Molto bella la zona dei magazzini del sale lungo il porto canale di Cervia.

Totale 12 Km circa.


martedì 16 aprile 2013

Martedì 16 aprile 2013 - Bellaria -> Cesenatico








Bella giornata. L'unico intoppo è stato alla foce del Rubicone dove c'erano lavori in corso sulla strada pedonale all'ingresso del ponte riservato a bici e pedoni, per cui son dovuto rientrare sulla strada e risalire il fiume fino al primo ponte accessibile che è in prossimità dell'Iper Rubicone. Dopo tutto ok. Primi bagnanti a crogiolarsi al sole. Bello il giardino tra grattacielo e Grand Hotel di Cesentico: una fioritura di margherite megagalattica!
Bello anche il porto canale leonardesco con le barche del museo della Marineria avvolte da una luce ideale. 

Totale 12 Km circa.





Lunedì 15 aprile 2013 - Casa -> Bellaria e Stazione di Viserba -> Casa







L'intenzione era di arrivare a Cesenatico ma strada facendo ho ridimensionato le mire considerando il periodo di inattività invernale. Poi ho pensato che andando per gradi avrei potuto osare anche di più in quanto a distanza da rifare... magari arrivando fino a Ravenna!
Percorso agevole sulla spiaggia fino al molo di Bellaria, poi rientro in strada fino alla stazione.
Disceso dal treno a Viserba e poi fino a casa passando in mezzo al verde dei parchi e delle nuove strade.

Totale 15 Km ca.




9-4-2013 Gross Rimini e Lido di Dante <-> Foce del Bevano.


Mattina al Gross a ritirare un pacco alla GLS. Ho approfittato per fare il giro interno del Gross lungo il suo perimetro. Pensavo il giro completo fosse più lungo, sarà 2 Km a voler esagerare. Mi è piaciuta la vista su Leclerc e 105, perchè inusuale. Dal lato opposto c'è perfino un compattatore per rifiuti dove gli addetti portano i rifiuti del centro e li comprimono prima di consegnarli all'Hera. Verso il centro lato strada per Coriano, ho scoperto un supermarket Marr per grossisti in cui è possibile far la spesa anche noi privati.

Nel primo pomeriggio mi sono poi recato alla Foce del Bevano per vedere la pineta colpita da incendio nell'estate scorsa. Passando dalla pineta di Classe ad un certo punto (dove c'è la svolta a sinistra lungo il Bevano) la strada risulta chiusa all'accesso dei mezzi. Piuttosto che farla a piedi ho preferito recarmi a Lido di Dante e da qui ho iniziato il percorso in pineta.
Due le sorprese rilevanti che ho incontrato. La prima è la zona devastata dall'incendio. Gli alberi bruciati sono già stati quasi tutti tagliati ed accatastati. Uno spiazzo inquietante di oltre un Km di lunghezza ora sorge dove prima era pineta lussureggiante. Il fuoco non ha risparmiato niente. Un terzo della pineta tra Lido di Dante e Foce del Bevano è letteralmente andata in fumo.
Seconda sorpresa: alla Foce del Bevano i capanni, le casette e tutte le costruzioni annesse sono sparite. Tutto demolito e portato via. Ora c'è solo verde. Sono un naturalista, ma sinceramente lo preferivo come era prima. Era un paesaggio bucolico, un viaggio nel tempo, c'erano costruzioni pittoresche che erano poco più che ripari, ma che lasciavano intravedere un modo essenziale e genuino di vivere, senza orpelli e senza sovrastrutture. Ora è solo un men che anonimo pezzettino di terra.

Circa 12 Km.







sabato 2 marzo 2013

Venerdì 01 marzo - Casa -> Cesena







Sono partito verso le 10,30 da casa e sono arrivato alle 17,50 in stazione a Cesena.
La camminata è stata agevole. Rispetto all'ultima volta ho notato in continuazione un affaticamento minore e maggiore scioltezza. Più contatto con l'ambiente, con le persone, con i cani. Ho scattato varie foto. La camminata mi è piaciuta, non è stata massacrante, anche se verso Cesena mi è venuto un gran sonno e dormivo mentre camminavo.
Partenza dalla via Emilia e poi, tra S.Giustina e Savignano, via Emilia Vecchia. A Savignano sono passato in centro, poi via verso Gambettola e Cesena.
Certo, se avessi dovuto allungare fino a Forlimpopoli non ce l'avrei fatta. Anzi, se avessi voluto limitarmi a quello che il buon senso e la ragione mi dicevano, avrei dovuto fermarmi a Savignano.

Totale ca. 25 Km.


Giovedì 27 dicembre - Casa -> Cattolica









Alle 12,30 ca. sono partito da casa verso Cattolica passando per la strada normale. Inizialmente ho fatto il lungoausa rientrando fino allo stadio Romeo Neri. Poi ho fatto via Roma fino a viale Ceccarini. Quindi Stazione di Riccione e Statale, poi dopo il cimitero greco virata a sinistra e tutto lungomare fino a Portoverde. Infine Stazione di Cattolica, ragginuta verso le 18,45, passando per la strada principale interna.

Totale ca. 25 Km.




lunedì 9 aprile 2012

Martedì 4 aprile -> Rosolina Mare

140 Km di auto per arrivarci. Attutiti moltissimo dalla nuova autoradio con TV, alimentata da vari video musicali in pennetta. Parcheggio verso le 11, più o meno in centro, in zona non isolata.
Percorso per primo il tratto verso sud, verso l'isola di Albarella. Spiaggia ampia e sabbiosa. Dato il tempo e la stagione, poche persone in giro e diversi lavoranti in spiaggia. Finite le costruzioni ed iniziate le dune, le persone presenti si sono ulteriormente diradate.
Ad un certo punto, sullo sfondo, i pochi particolari che si vedevano di Albarella in lontananza, sono stati occultati da un banco di nebbia che dapprima l'ha avvolta completamente poi si è diretto verso nord e piano piano mi ha raggiunto ed ha immerso completamente anche il mio percorso nella nebbia. Ho capito che non avrei visto Albarella, come desideravo, neppure questa volta.
Camminai senza vedere nulla se non pochi metri avanti a me e mi raffreddai e bagnai. Ero uscito vestito leggero con maglietta e calzoni corti.  Cammina cammina capii di essere vicino al termine vedendo le onde che si infrangevano sulla riva in direzione sempre più inclinata. Cercai conferma anche col navigatore, ma l'illuminazione e la presbiopia (unita all'assenza di occhiali) mi impedirono di capire bene le immagini sul piccolo schermo, tuttavia quel che riuscii ad intuire mi parse più una conferma che una smentita.
Per cercare di avvicinarmi di più all'isola ho iniziato ad avventurarmi sul fondo sabbioso a pelo d'acqua. Pensavo di guadagnare così pochi passi, ma si è rivelato interminabile. Per fortuna la nebbia ha iniziato a diradarsi e il profilo basso dell'isola a rivelarsi. Dopo pochi minuti eccola, a un centinaio di metri da me. Mesta come qualsiasi altra terra del Delta del Po. Ed io che pensavo di vedere già da lì un posto da sogno, data la proprietà integrale dell'isola da parte di una delle famiglie più potenti d'Italia: i Marcegaglia. 15 kmq, accesso riservato, migliaia di ville lussuose, campi da golf, darsena, spiagge, attrezzature sportive.
Niente di tutto ciò dal mio punto di osservazione è stato percepibile. Piccola delusione. Fine del film.
Ritorno.
Giunto nuovamente al centro verso le 13, ho iniziato a dirigermi a nord, questa volta verso la foce dell'Adige e verso Isola Verde e Sottomarina di Chioggia. Il tempo intanto migliorava vistosamente. Di li a poco sarebbe tornato il sereno. Esattamente in corrispondenza del centro cittadino, sulla spiaggia fervevano i preparativi di uno spettacolo pirotecnico di grandi proporzioni. Un dispiegamento di forze ed attrezzature pazzesco. Non ho potuto sapere per quale importante ricorrenza si stavano spendento così tante energie.
Proseguendo a nord, iniziano i pennelli perpendicolari alla spiaggia. 5 o 6, uno ogni 2-300 metri. Niente costruzioni e solo un passaggio sabbioso prima di una recinzione sull'interno che delimita di fatto tutta la spiaggia fino all'Adige rendendola uno stretto  budello lungo qualche Km e largo poche decine di metri. Dall'altra parte della recinzione, interdetta al pubblico, zona naturale boscosa che inanella e cela alla vista gli impianti di depurazione dell'acqua del centro abitato di Rosolina Mare (visti solo su Google Maps).
Arrivati all'Adige, terzo fiume italiano per lunghezza dopo Po e Tevere, e primo fiume alpino che si incontra verso nord con foce normale senza delta, ci si rende conto, dalla larghezza dell'alveo, di come da qui in poi gli impluvi appenninici di piccole dimensioni e tutti a carattere pressochè torrentizio siano ormai solo un ricordo. Se le persone che ho sentito parlare poco prima sulla spiaggia avevano un'altra cadenza, i fiumi, da qui in su, parlano proprio un'altra lingua.
La foce dell'Adige ha una scogliera sul lato sud che si protende ad uncino nel mare per circa un Km. Tutto percorso fino alla punta estrema dove fossili incastonati nelle rocce degli scogli narrano, a chi le sa ascoltare, altre ricche storie.
Ore 14, da questa punta estrema, telefono casa.
Ritorno all'auto alle 15 circa. Ritorno a casa alle 17 circa.

Totale 14 Km circa.

giovedì 10 marzo 2011

Mercoledì 9 marzo: Gabicce - Vallugola - Casteldimezzo ...e ritorno

Purtroppo hanno inserito dei cartelli di divieto che hanno tolto serenità al percorso. Non si può mai fare niente di ciò che piace senza contravvenire a qualche norma...
Comunque, divieti o no, il percorso l'ho fatto e mi è piaciuto, anche se mi aspettavo che sbucasse qualche tutore dell'ordine (?) da un momento all'altro. Che pena!

Totale 8 Km ca.

Martedì 8 marzo: Casa - Villa Verucchio

Passando sulla Marecchiese fino a Corpolò, poi in collina. Ritorno in autobus.
Alcuni tratti del percorso pedonale sono già attivi e su una strada del genere direi che saranno indispensabili per chi vuol andare a piedi. Voti pieni per l'iniziativa lodevole e tutt'altro che scontata!

Totale 14 Km ca.

Sabato 5 marzo: Casa-centro-San Giuliano mare-Rivabella ferrovia

Visita alla confluenza tra le linee ferroviarie per Bologna e Ravenna. Un triangolo di terra compreso tra via Carlo Zavagli e le suddette ferrovie, con una casa delle FFSS chiusa da tempo, sepolta dai rampicanti ed al centro di questo nulla. Oltre via Carlo Zavagli e prima del fiume Marecchia, un altro rettangolo di terra dimenticato da Dio, con ruderi che fanno da ricovero a qualche senzatetto. In una cabina fatiscente, ma fornita di energia elettrica, si può notare un interno con angoli anastomizzati ad una natura inabitabile, ma con un pc portatile pronto all'uso, per un contrasto che lascia senza parole.
Ritorno di fianco alla ferrovia fino a Rivabella, con tanto di sorpresa ad attendermi all'arrivo. :)     
 
Totale 10 Km ca.